Incontro con i
rappresentanti dei coordinamenti precari della FLC CGIL di Luisella De
Filippi
Carissimi,
Si
è tenuto ieri l’incontro di alcuni rappresentanti dei coordinamenti precari
della FLC CGIL con la sottoscritta, era
presente il segretario generale, Enrico Panini.
Hanno
partecipato rappresentanti di alcune province: Frosinone, Terni, Campobasso,
Benevento, Bari, Bologna, Caltanissetta.
Gli
argomenti proposti al dibattito dalla relazione introduttiva erano relativi
alla nuova bozza di schema di decreto sulla formazione iniziale e il
reclutamento, alla proposta Valditara su fantomatiche immissioni in ruolo a
diritti ridotti e all’avvio dei corsi abilitanti legge 143/04 connessi
all’ampia problematica derivante dalla complessa e dunque spesso inefficace
gestione amministrativa della macchina burocratica che deve regolare il
meccanismo delle supplenze.
La
nuova bozza di decreto art. 5 legge 53/03 presenta molti punti negativi, a
partire dalle ambiguità che accompagnano la positiva reintroduzione della
graduatoria regionale per il reclutamento dei docenti. E’ negativa per esempio
la conferma di un atteggiamento culturale sbagliato nella definizione del
percorso formativo iniziale dei docenti, sbilanciata sui saperi disciplinari
dell’università. Ma soprattutto è negativo l’intervento sui diritti
contrattuali dei lavoratori quando prevede un contratto di formazione lavoro
per docenti che svolgono uguali prestazioni con pari responsabilità di
insegnamento. E’ pericoloso e sbagliato definire inoltre per decreto, come
prevede la bozza, un atto che è di squisita competenza sindacale anticipando
nei fatti una delegificazione del rapporto di lavoro, confermata dalla
definizione, per decreto, del profilo professionale docente.
Tutto
ciò è tanto più grave se lo colleghiamo ad altri fatti che vanno tutti in una
direzione precisa: la disarticolazione di diritti e garanzie. Sono di questa
natura le disposizioni che riguardano l’introduzione degli esperti nella scuola
modello Moratti, ma anche la proposta Valditara che, giocando strumentalmente
con le contraddizioni e le oggettive debolezze dei precari, si fa campagna
elettorale sollevando un polverone, per ora assolutamente inconsistente, e che
tuttavia induce all’accettazione di una condizione minore sul piano dei diritti.
L’avvio
dei corsi abilitanti, legge 143/04, pone inquietanti interrogativi sul senso
che ha promuovere percorsi per l’accesso ad una professione che è di fatto
chiusa a causa del blocco delle immissioni in ruolo. Tutto ciò rimanda dunque
ad altri problemi di natura gestionale amministrativa. I numerosi interventi
sulle regole hanno talmente devastato e complicato il quadro normativo che oggi
il conflitto di natura legale domina incontrastato su una platea di interessati
che è destinata ad ingrossarsi in continuazione. Non è facile distinguere fra
provvedimenti di emergenza, di rattoppo, sistemi vecchi e nuovi di
reclutamento, riforme che invecchiano precocemente, riforme annunciate e ancora
da definire. La gestione amministrativa, in queste condizioni, è diventata
ipertrofica e risente naturalmente, sul piano dell’efficacia, di questa
caratteristica.
Tutto
ciò produce come conseguenza effetti non calcolati e paradossali, come quello
dell’invecchiamento dei docenti anche supplenti che, dopo decenni di servizio,
potrebbero subire una riduzione consensuale dei propri diritti e magari
cominciare una carriera come docenti iniziali.
E’
dunque necessario rimuovere la causa principale di tutti questi fenomeni
degenerativi del sistema, cioè il blocco delle immissioni in ruolo, riportando
il fenomeno del precariato alle sue dimensioni fisiologiche.
Il
dibattito, partecipato, ha evidenziato i seguenti punti:
A
conclusione dell’incontro, è stato definito il prossimo appuntamento e l’ordine
del giorno relativo, cioè un approfondimento di merito sulla normativa
riguardante le graduatorie permanenti e il regolamento delle supplenze,
entrambi oggetto delle prossime scadenze amministrative.
Nel
frattempo verranno messi a punto strumenti di comunicazione anche informatici
per favorire scambio e rompere le solitudini. La mobilitazione dei precari,
dentro la FLC CGIL, con il supporto organizzativo e politico delle strutture,
si proietta dentro la più ampia strategia di rivendicazione sindacale e di
tutela di diritti e vanno costruite le condizioni per una ampia partecipazione.