Rinnovo contrattuale: i Sindacati della scuola uniti nella denuncia del mancato avvio
delle trattative da parte del Governo

Pubblichiamo l’articolo di Enrico Panini pubblicato in data odierna su Italia Oggi, nell’inserto “Azienda Scuola”.

Roma, 8 febbraio 2005


Testo

Nei giorni scorsi i sindacati confederali della scuola, assieme a Snals e Gilda, hanno dato il via ad una serie di iniziative per sbloccare il rinnovo contrattuale e per denunciare una situazione pesantissima ed inaccettabile. Riunioni, incontri, pressioni sui parlamentari e coinvolgimento delle forze politiche sono le prime azioni decise per sostenere questi obiettivi.
E’ la prima volta che scende in campo, sulla base di un documento comune, un cartello comprensivo di tutte le organizzazioni rappresentative del comparto scuola. Un fatto molto importante già in sé e che testimonia con chiarezza non tanto l’ovvia condivisione di un obiettivo, quale è quello dei rinnovi contrattuali, quanto la drammaticità della situazione che stiamo attraversando e l’incertezza nella quale continuano ad essere avvolti i rinnovi contrattuali.
La situazione è presto riassunta: il contratto per i docenti e per i lavoratori ata del biennio 2004-2005 non è ancora stato rinnovato ad oltre un anno dalla sua scadenza. In particolare, non è stato emanato l’Atto di indirizzo necessario per avviare il negoziato, la Legge Finanziaria non ha previsto adeguati stanziamenti, il Governo non ha dato seguito all’impegno, più volte ribadito, per l’apertura del confronto.
La situazione dei Dirigenti scolastici, per i quali le forze politiche dell’attuale maggioranza si erano impegnate alla vigilia del voto del 2001 a fare sfracelli pur di sostenerne le richieste contrattuali, è uguale se non peggiore, considerato che neanche il precedente biennio 2002-2003 è stato rinnovato.
Oltre un milione di lavoratori non hanno alcuna tutela di fronte ad una situazione economica personale che diventa sempre più difficile.
Questo ritardo dipende dalla decisione del Governo di privilegiare interessi particolari piuttosto che riconoscere ad un milione di persone il contratto a cui legittimamente hanno diritto.
Trovo in questo tirare in lungo e nell’indifferenza con la quale si tarda a trovare soluzioni sul versante delle risorse necessarie un attacco grave alle condizioni di vita delle persone.
L’incremento dei prezzi e delle tariffe sta determinando ampie zone di precarietà economica. Ci sono decine di migliaia di lavoratori della scuola che non riescono più ad arrivare a fine mese con il loro stipendio e che sono costretti a rivedere, al ribasso, il proprio tenore di vita e a contenere spese che riguardano loro, la loro famiglia, i propri figli. Si sta facendo strada una forte incertezza del futuro fra le persone e la preoccupazione che non ci siano più regole alle quali fare riferimento. Quando si affermano questi sentimenti si entra in una dimensione preoccupante. Tanto più per coloro che nella “scala” retributiva sono collocati nelle posizioni più basse. O per i precari, che non hanno neanche una prospettiva per le loro immissioni in ruolo e che in questi anni continuano a pagare la dura e salata tassa della precarietà.
I cinque sindacati che hanno firmato il documento sul contratto rivendicano l’apertura delle trattative ed un incremento nei fondi che la Finanziaria 2005 mette a disposizione dei  rinnovi contrattuali, tale da difendere le retribuzioni dei lavoratori della scuola.
E’ evidente che se nei prossimi giorni non matureranno situazioni nuove sarà necessario, tutti insieme, decidere un inasprimento dello scontro perché se, come sembra fino ad ora, gli interessi di questo Governo non guardano ai diritti dei lavoratori della scuola allora deve essere chiaro che non ci sono concomitanze, ad esempio le elezioni del prossimo aprile, che automaticamente garantiscono l’apertura della trattativa.
O cambia la situazione o l’apertura della trattativa contrattuale dovrà essere imposta con l’azione di lotta unitaria di tutto il mondo della scuola.