Sulla “riforma” della scuola
secondaria superiore
Comunicato
stampa di Enrico Panini
Segretario generale Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL
Mentre l’avvio del confronto con le
Confederazioni ed i sindacati di categoria deve aspettare il mese di gennaio,
vengono resi noti i contenuti del provvedimento che attuerà la Legge Moratti
nella scuola superiore.
Innanzitutto si conferma la continuità
nell’indirizzo politico.
Infatti, per oltre tre anni il Ministero ha lavorato e deciso in gruppi
ristretti e sconosciuti nella composizione.
Anche nel caso del provvedimento sulla secondaria si mantiene questa
impostazione, ovviamente accompagnata da ampie rassicurazioni sull’importanza
del dialogo sociale e del confronto.
Poi si conferma il passaggio dell’istruzione
professionale alle regioni.
Siamo di fronte ad una scelta (perché di scelta si tratta) sbagliata. Così si
riesce, in un colpo solo, ad impoverire il futuro sistema dei licei (sempre più
distante da ogni dimensione concreta ed esperienziale) e quello dei
professionali (sempre più costretti all’addestramento finalizzato all’accesso
al mercato del lavoro).
Infine si conferma la centralità dell’asse
umanistico.
Infatti il piano degli insegnamenti sarà caratterizzato, per i contenuti resi noti,
dalla scomparsa dei laboratori e dalla riduzione delle materie scientifiche e
tecniche.
Insomma, risulterebbe confermata e rafforzata l’impostazione gentiliana della
nostra scuola anche per il XXI secolo!!
La cornice entro la quale si collocherà
questo provvedimento è contrassegnata dalla riduzione dell’obbligo scolastico
di un anno (unico Paese al mondo a fare questa scelta!) e dalla netta
separazione della scuola secondaria in due canali separati e non comunicanti.
Ciò mentre indagini internazionali testimoniano degli effetti positivi
dell’incremento dell’istruzione obbligatoria (OCSE 2004) e degli effetti
negativi sul successo degli studenti che derivano dall’introduzione di percorsi
duali nella secondaria (PISA 2003).
Se verranno confermate le anticipazioni di
questi giorni si aprirà inevitabilmente un nuovo fronte di scontro fra la
scuola ed il Governo.
Roma, 10 dicembre 2004