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 SCUOLA

Sindacato Nazionale Scuola

Segreteria Provinciale di

Enna

 

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Trentuno anni fa

 

La vicenda che stiamo vivendo con CGIL CISL e UIL che indicono uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e private ha un unico grande precedente: il 18 maggio di 31 anni fa, e riguarda proprio la scuola.

Anzi proprio il primo contratto della storia della scuola. Un contratto formalmente molto dissimile da quello attuale. Allora il rapporto di lavoro della scuola non era contrattualizzato come oggi (ci sarebbero voluti altri 20 anni), i sindacati, tanti e divisi (nel 1972 c’erano ancora ben 12 sindacati autonomi e 4 confederali), erano poco meno che gruppi di pressione, aumenti e obblighi di servizio erano pressoché decisi unilateralmente, in relazione a convenienze politiche, sempre più difficili da gestire per il potere, man mano che la scuola diventava di massa e gli insegnanti finivano di essere una minoranza lavorativa manipolabile tra ricatti e privilegi.

Per un altro verso la crescita della categoria (ma  circa il 50% erano precari), le vicende del 68 studentesco e del 69 operaio e sindacale avevano mutato enormemente aspettative e senso della scuola. Anche per la scuola l’idea di un rapporto di lavoro e di uno stipendio contrattati era diventata un’aspirazione condivisa, insieme a quella di una gestione democratica delle scuole al posto della gestione autoritario-paternalistica fino ad allora imperante.

Sull’unità di questi due aspetti erano nati e si sviluppavano velocemente i sindacati confederali, a cui davano nuova linfa i numerosi precari, mentre quelli autonomi, più interessati ai soli aspetti economici e più forti tra gli insegnanti anziani, cominciarono a raggrupparsi in entità più consistenti.

Il crescendo di attività sindacale nelle scuole portò alla stesura delle prime piattaforme rivendicative e a partire dal 1972 a una vertenza col governo per dare alla categoria un aumento salariale congruo e uno stato giuridico e alla scuola un ordinamento democratico. Non essendo ancora contrattualizzato il rapporto di lavoro, non solo la democrazia scolastica e il reclutamento, ma anche tutto il resto  doveva passare per forza attraverso una legge delega approvata dal parlamento, che iniziò il suo iter alla Camera proprio nel 1972. Ma i primi aspetti normativi di questa legge e l’esiguità degli aumenti che prevedeva provocarono una prima agitazione, che pur con le differenze di cui sopra vide impegnati sia autonomi che confederali, a volte uniti a volte divisi.

Il movimento ebbe un aspetto prevalentemente sindacale nell’anno 1972-73, mentre nel 1973-74 la battaglia si spostò soprattutto nelle aule del Parlamento intorno alla questione dello stato giuridico, che venne separata con abilità politica dalla vicenda economica, ancorché irrisolta, grazie anche alla conclusione dell’accordo per il pubblico impiego, che però non modificava l’articolazione professionale e normativa delle amministrazioni pubbliche, come invece si chiedeva per la scuola. Più volte furono tentati colpi di mano con voti di fiducia e altri interventi procedurali giocando tra i diversi aspetti che dividevano i due fronti sindacali confederale e autonomo, su come le risorse dovevano essere spese e distribuite. Il governo fu battuto tre volte sulla fiducia e con lui furono battute le ipotesi politiche degli autonomi, e a quel punto divenne per esso obbligatorio tornare ad incontrare i sindacati, privilegiando le confederazioni. Ma il 12 maggio all’apertura delle trattative il governo non si presentò. CGIL CISL e UIL  proclamarono allora lo sciopero generale di tutte le categorie per il 18 maggio. Il 15 maggio il governo dovette sedersi al tavolo e il 17 maggio l’accordo fu firmato.

Da quella vicenda, durata anch’essa oltre due anni, uscirono il primo contratto della scuola, un aumento consistente distribuito con più equità tra i vari ruoli (c’erano allora praticamente 10 livelli contro gli attuali 6), i corsi abilitanti speciali e ordinari per circa 250.000 precari che entrarono in ruolo tra il 1974 e il 1978, uno stato giuridico con diritti e doveri e gli organi collegiali della scuola.