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SCUOLA
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Sindacato Nazionale Scuola Segreteria Provinciale di Enna Via Carducci, 16 - 94100 Tel.
0935/519107 e-mail: enna@cgilscuola.it |
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La vicenda che stiamo vivendo con CGIL
CISL e UIL che indicono uno sciopero generale di tutte le categorie pubbliche e
private ha un unico grande precedente: il 18 maggio di 31 anni fa, e riguarda
proprio la scuola.
Anzi proprio il primo contratto della
storia della scuola. Un contratto formalmente molto dissimile da quello
attuale. Allora il rapporto di lavoro della scuola non era contrattualizzato
come oggi (ci sarebbero voluti altri 20 anni), i sindacati, tanti e divisi (nel
1972 c’erano ancora ben 12 sindacati autonomi e 4 confederali), erano poco meno
che gruppi di pressione, aumenti e obblighi di servizio erano pressoché decisi
unilateralmente, in relazione a convenienze politiche, sempre più difficili da
gestire per il potere, man mano che la scuola diventava di massa e gli
insegnanti finivano di essere una minoranza lavorativa manipolabile tra ricatti
e privilegi.
Per un altro verso la crescita della
categoria (ma circa il 50% erano precari), le vicende del 68 studentesco
e del 69 operaio e sindacale avevano mutato enormemente aspettative e senso
della scuola. Anche per la scuola l’idea di un rapporto di lavoro e di uno
stipendio contrattati era diventata un’aspirazione condivisa, insieme a quella
di una gestione democratica delle scuole al posto della gestione
autoritario-paternalistica fino ad allora imperante.
Sull’unità di questi due aspetti erano
nati e si sviluppavano velocemente i sindacati confederali, a cui davano nuova
linfa i numerosi precari, mentre quelli autonomi, più interessati ai soli
aspetti economici e più forti tra gli insegnanti anziani, cominciarono a
raggrupparsi in entità più consistenti.
Il crescendo di attività sindacale nelle
scuole portò alla stesura delle prime piattaforme rivendicative e a partire dal
1972 a una vertenza col governo per dare alla categoria un aumento salariale
congruo e uno stato giuridico e alla scuola un ordinamento democratico. Non
essendo ancora contrattualizzato il rapporto di lavoro, non solo la democrazia
scolastica e il reclutamento, ma anche tutto il resto doveva passare per forza attraverso una legge delega approvata
dal parlamento, che iniziò il suo iter alla Camera proprio nel 1972. Ma i primi
aspetti normativi di questa legge e l’esiguità degli aumenti che prevedeva
provocarono una prima agitazione, che pur con le differenze di cui sopra vide
impegnati sia autonomi che confederali, a volte uniti a volte divisi.
Il movimento ebbe un aspetto
prevalentemente sindacale nell’anno 1972-73, mentre nel 1973-74 la battaglia si
spostò soprattutto nelle aule del Parlamento intorno alla questione dello stato
giuridico, che venne separata con abilità politica dalla vicenda economica,
ancorché irrisolta, grazie anche alla conclusione dell’accordo per il pubblico
impiego, che però non modificava l’articolazione professionale e normativa
delle amministrazioni pubbliche, come invece si chiedeva per la scuola. Più
volte furono tentati colpi di mano con voti di fiducia e altri interventi
procedurali giocando tra i diversi aspetti che dividevano i due fronti
sindacali confederale e autonomo, su come le risorse dovevano essere spese e
distribuite. Il governo fu battuto tre volte sulla fiducia e con lui furono
battute le ipotesi politiche degli autonomi, e a quel punto divenne per esso
obbligatorio tornare ad incontrare i sindacati, privilegiando le
confederazioni. Ma il 12 maggio all’apertura delle trattative il governo non si
presentò. CGIL CISL e UIL proclamarono
allora lo sciopero generale di tutte le categorie per il 18 maggio. Il 15
maggio il governo dovette sedersi al tavolo e il 17 maggio l’accordo fu
firmato.
Da quella vicenda, durata anch’essa oltre
due anni, uscirono il primo contratto della scuola, un aumento consistente
distribuito con più equità tra i vari ruoli (c’erano allora praticamente 10
livelli contro gli attuali 6), i corsi abilitanti speciali e ordinari per circa
250.000 precari che entrarono in ruolo tra il 1974 e il 1978, uno stato
giuridico con diritti e doveri e gli organi collegiali della scuola.