15 novembre: le ragioni degli Ata

Il 15 novembre la scuola scenderà in piazza con uno sciopero generale e una manifestazione nazionale. I temi vanno dal contratto alla finanziaria fino alla legge 53.

Tra i lavoratori della scuola gli ausiliari, i tecnici e gli amministrativi sono i primi ad essere colpiti dalle misure inique di questo Governo. La maggior esposizione all’aumento galoppante del costo della vita, dovuta all’inquadramento più basso di queste categorie enfatizza per loro l’aspetto contrattuale di questo sciopero. Ma non basta. Su di loro si abbattono i tagli e le riduzioni di organico apportate dalle leggi finanziarie, lo scarsissimo numero di immissioni in ruolo e l’aumento del precariato e della precarizzazione. E ancora: il concorso a Dsga mai bandito in 4 anni; il ritardo con cui sarà avviata la formazione e tutti quei provvedimenti amministrativi, centrali e periferici, che ogni giorno dimostrano la sete di vendetta di questo ministero nei confronti di lavoratori giudicati inutili e il cui lavoro è destinato alla privatizzazione. Con la stessa legge 53 ogni tre posti cattedra che, attraverso riduzioni d’orario e di corso e passaggi alle regioni, salteranno per i docenti salterà un posto per il personale Ata, e forse anche di più, se continua il forsennato ricorso ad appalti e privatizzazioni.

I nostri obiettivi:  immissioni in ruolo su tutti posti liberi, aumenti contrattuali dell'8% per tutti, risorse aggiuntive per la valorizzazione professionale, stop al taglio degli organici, collocamento fuori ruolo degli inidonei con le dovute compensazioni di organico, un nuovo regolamento per l'assunzione dei precari e nessuna privatizzazione dei servizi.

I lavoratori ausiliari tecnici e amministrativi hanno in mano le chiavi delle scuole: compatti possono dimostrare che non sono uno spreco ma un sostegno indispensabile per la qualità della scuola pubblica.