Graduatorie di scuola
Siamo alle solite, le inerzie , i ritardi,
il non rispetto dei tempi nelle scadenze amministrative, solleva problemi di
legittimità, mette in contrapposizione diritti degli alunni e diritti dei
docenti.
La prima fascia delle graduatorie di scuola
è stata definitivamente approvata e questo comporta lo scorrimento della
graduatoria per l’attribuzione definitiva di supplenze, sostituendo ai
contratti “fino all’avente titolo”, peraltro illegittimi, i contratti
definitivi, con la data di scadenza.
La recente nota ministeriale che detta le regole con cui le scuole devono
procedere nell’attribuzione di supplenze, descrive una procedura piuttosto
complicata e che compie delle vere capriole nelle regole che derivano dal
Regolamento sull’attribuzione di supplenze.
- La nota dice che, dopo l’inutile scorrimento della prima fascia
della graduatoria di scuola, il dirigente scolastico debba ricorrere alla
prima fascia della graduatoria di scuola viciniore, stipulando dunque
contratto definitivo. E’ una procedura inventata, che non trova riscontro
nel Regolamento delle supplenze, che invece dice che si possa ricorrere a
graduatoria di scuola viciniore solo in presenza di esaurimento della
graduatoria della scuola, che non può considerarsi esaurita fino al
completo scorrimento delle tre fasce. Le regole non sono un optional e i
diritti delle persone vanno rispettati.
- Supplenze su posto di sostegno: qui le cose sono un po’ più
complicate e qualunque soluzione, pur rispettosa delle regole, non riesce
a far quadrare il cerchio. Prima considerazione, togliere una supplenza
fino all’avente titolo per stipularne un’altra fino all’avente titolo,
come nel caso non vi fosse nessuno con il titolo di specializzazione nella
prima fascia, è un’operazione quanto meno strana sul piano strettamente
giuridico. Seconda considerazione, la legge 104 tutela gli alunni
portatori di handicap dalle discontinuità, particolarmente dannose per
questi alunni e impone di ricorrere a personale specializzato prioritariamente
rispetto ad altri, pur nel rispetto delle regole e delle graduatorie. La
risposta migliore a questi bisogni sta dunque nella responsabilità
dell’amministrazione di adoperarsi affinché le procedure, effettuate per
tempo, non costringano a compromessi al ribasso. In questo caso dunque la
soluzione adottata è forse la preferibile, ancorché non perfetta.
Tutto
questo non sarebbe necessario se le cose fossero fatte nei tempi dovuti. Fra
l’altro la nota di cui si parla è stata emessa senza alcun confronto sindacale
e nonostante il giudizio negativo da noi espresso, naturalmente a posteriori.
Questo è un metodo che fa danni non solo ai diritti della scuola e dei
lavoratori della scuola, ma che dà alibi anche all’elusione delle relazioni
sindacali. E’ solo casualità?
Roma,
2 novembre 2004