Organici:
la verità sulla politica del Governo
Il Ministro Moratti, in una recente
conferenza stampa, è tornato a decantare le meraviglie della sua riforma e le
grandi cose fatte dall’attuale governo sulla scuola negli ultimi 3 anni: più
investimenti, più efficienza, più immissioni in ruolo, più ragazzi e ragazze
sui banchi di scuola, più laboratori, più computer, meno dispersione
scolastica, più integrazione e accoglienza, ecc… In una recente relazione
presentata dal ministero alla commissione bicamerale sull’infanzia, tra le
altre cose, si legge: “ci sono molti bambini disabili inseriti e tantissimi
insegnanti di sostegno”. Sembra finalmente di essere nel paese delle
meraviglie! “Sogno o son desto?” si sono chiesti in tanti.
E, dopo essersi dati il pizzicotto che li
assicura di essere desti, hanno visto che:
· in questo inizio di anno scolastico le nomine sono state effettuate sulla base di graduatorie provvisorie e sbagliate, e quindi da rifare;
· migliaia e migliaia di ricorsi sono stati presentati;
· migliaia di alunni disabili non hanno più l’insegnante di sostegno che avevano avuto fino allo scorso anno;
· migliaia di richieste di posti di docenti di sostegno avanzate dalle direzioni regionali sulla base di esigenze reali e certificate che vengono negate;
· eliminazione totale di qualsiasi progetto per l’inserimento e l’integrazione di bambini stranieri.
Il Ministro continua a sbandierare come
merito suo le 60.000 assunzioni fatte nel 2001. La verità è che queste sono
state fatte sulla base del piano triennale deciso e finanziato dal Governo
precedente che ne prevedeva complessivamente 90.000, solo per il personale
docente.
L’unico atto vero fatto da questo Governo
al suo insediamento, è stato quello di cancellarne 30.000 già previste e
finanziate per il 2002-2003, cioè per il terzo anno del piano triennale, e poi,
per ben 2 anni (2002-2003 e 2003-04) e per la prima volta nella scuola, non è
stato assunto nessun docente e nessun Ata .
Quest’anno sono state effettuate solo
15.000 nuove assunzioni: una goccia nel mare dei posti vacanti della scuola,
dove si supera ormai la soglia delle 200.000 unità (fonte MIUR).
Un numero di assunzioni nettamente
inferiore allo stesso dato dei collocati in pensione (oltre 20.000) dal primo
settembre 2004.
Ma il dato più eclatante e devastante per
la scuola pubblica è stato il taglio selvaggio ed indiscriminato dei posti in
organico operato dal Governo in questi ultimi anni e quello che si prospetta
per il futuro, anche senza ulteriori interventi nella prossima finanziaria.
Ma vediamo i fatti ed i dati.
Nella scuola statale abbiamo avuto negli
ultimi 3 anni un numero complessivo di alunni che, dai dati forniti dallo
stesso MIUR, è passato da 7.620.000 dell’anno scolastico
2002-2003, a 7.669.000 del 2003-2004, per diventare oggi, 2004-2005,
oltre i 7.682.000.
Quindi un numero complessivo di alunni in
costante aumento.
Occorre tenere anche conto che tale
incremento è dovuto prevalentemente all’incremento della presenza degli alunni
stranieri nella scuola statale, che sono stati in numero pari a 282.000
nel 2003-2004, con un incremento di circa 50.000 unità
rispetto all’anno precedente.
Per cui quest’anno, ragionevolmente, si
supereranno ampiamente le 300.000 unità di alunni stranieri.
E’ evidente che un aumento della presenza
di alunni stranieri, dovrebbe comportare una maggiore attenzione e determinare
l’attivazione di progetti specifici ai fini di una reale e qualificata
accoglienza e integrazione. Quindi sarebbe necessario più personale per loro
realizzazione.
Cosa si è fatto invece sugli organici?
Per i docenti sono stati tagliati 9.000
posti nel 2002-2003, altri 12.500 nel 2003-2004 e altri 12.500 per questo anno
scolastico.
Totale 34.000 posti in
meno in 3 anni. Il tutto grazie alla finanziaria Tremonti del dicembre 2001, confermata
negli anni successivi. Finanziaria che fu concordata con lo stesso Ministro Moratti!
A ciò va poi aggiunto l’ulteriore
“regalo” di Tremonti, che ha imposto anche tagli al personale Ata, per 3 anni,
con la finanziaria del dicembre 2002.
Cioè 3.200 posti in meno nel 2003-04,
3.200 posti in meno per questo anno e ulteriori 3.200 posti per il prossimo
anno 2005-2006. Cioè 9.600! E siamo a circa 45.000 posti in
meno in 3 anni da parte di questo Governo.
La conseguenza:
· complessivamente meno classi (374.235 nel 2003-2004, 373.504 nel 2003-2004 e 372.757 quest’anno pur in presenza di un numero crescente di alunni come detto sopra) e quindi, ovviamente, molto più numerose con tutto ciò che questo comporta sul versante della qualità;
· meno posti di sostegno e quindi meno assistenza agli alunni disabili, che sono anch’essi aumentati nel numero;
· eliminazione totale di qualsiasi progetto (con buona pace dell’accoglienza e integrazione degli alunni stranieri);
· eliminazione totale della quota di flessibilità consentita in passato dall’organico funzionale della scuola elementare e materna, per cui meno recupero e, quindi, sempre meno accoglienza e integrazione;
· meno servizi amministrativi, tecnici e ausiliari nella scuola dell’autonomia e fronte di una mole di lavoro maggiore e di maggiori responsabilità.
Altro che più investimenti, più
laboratori e più servizi! Docenti, studenti e famiglie stanno già provando
sulla loro pelle cosa comporta tutto ciò.
Il Ministro e il Presidente del Consiglio
ci continuano poi a dire che con la loro straordinaria riforma il futuro sarà
ancora più roseo. Sappiamo bene cosa significa nella realtà un futuro “più
roseo”! Altre migliaia di posti che saranno tagliati, ancora meno scuola
pubblica e meno qualificata, meno integrazione, meno assistenza, servizi di
supporto strangolati.
Come?
Non serve certo una nuova finanziaria.
Cosa che, del resto, hanno già annunciato sia Berlusconi che il neo ministro
del Tesoro e dell’Economia Siniscalco: “la finanziaria per il 2005-2006 non
toccherà la scuola”.
Non serve infatti una nuova finanziaria,
basta portare avanti la L. 53 del 2003.
Il Ministro, nei decreti attuativi della
stessa, ha previsto l’abolizione del tempo pieno nell’elementare e del tempo
prolungato nella media, modelli di scuola mantenuti ancora solo per un anno.
Solo questo significa migliaia di posti
in meno (1 docente in meno ogni 2 classi delle attuali a tempo pieno ed 1 in
meno per ogni 3 classi a tempo prolungato).
Con l’attuazione della L. 53 nella
secondaria di secondo grado, con la ventilata riduzione del tempo scuola che
prevedono per tutti tra le 27 e le 30 ore settimanali al massimo, non solo
diminuiranno i laboratori e le esercitazioni (altro che aumento!) e quindi i
relativi posti dei docenti, ma anche, e sensibilmente, l’attuale tempo scuola.
Traduzione: ancora migliaia di posti in meno .
Per non parlare degli esuberi nella media
di educazione tecnica (che scompare), dello strumento musicale (il cui destino
non è certo), degli esuberi crescenti tra gli ITP e tra gli assistenti tecnici
vista l’eliminazione sostanziale dei laboratori e di molte discipline connesse.
Non è fantascienza, ma è quanto si
prospetta con l’attuazione della legge Moratti.
E non si sta parlando di “bruscolini”, ma
di numeri che potrebbero raggiungere cifre superiori alla finanziaria del 2001.
Roma, 17 settembre 2004