FLC CGIL SICILIA

“comparto scuola”

 

 

DOCUMENTO POLITICO SULLO STATO DI  EMERGENZA DELLA SCUOLA SICILIANA

 

 

Il comparto scuola della FLC CGIL Sicilia condivide e sostiene le ragioni e gli obiettivi della mobilitazione in atto, dello sciopero nazionale unitario comparto scuola proclamato per il 15 novembre p.v., dello sciopero nazionale generale del 30 novembre p.v., riscontrando nella scuola siciliana gli stessi elementi di gravità indicati nella piattaforma nazionale.

 

I contenuti della Finanziaria - il taglio di migliaia di posti per docenti e ATA, l’ostinazione nell’applicazione della legge 53 che per noi va abrogata in quanto viola l’impianto e i valori della nostra Costituzione, oltre a stravolgere la normativa contrattuale vigente, i ritardi e i blocchi contrattuali, il mancato riconoscimento economico e giuridico della dirigenza, la inadeguata valorizzazione del personale ATA, l’assenza di riforma nel settore della formazione professionale che impedisce l’integrazione con l’istruzione, l’accelerazione dei processi di devoluzione e privatizzazione della funzione pubblica dei docenti con la tentata manomissione del loro stato giuridico - determinano in Sicilia emergenze nuove, aggravano quelle preesistenti, demoliscono diritti  conquistati dopo anni di lotte sia sul versante del lavoro sia su quello dell’istruzione.

 

Il disegno politico del governo di centro – destra, subordinando l’istruzione al mercato, ha cancellato in pochi anni il valore sociale della conoscenza, ha emarginato, ancor più di quanto non sia accaduto in passato, i giovani siciliani che in assenza di lavoro o scelgono l’emigrazione, come è già avvenuto per le generazioni precedenti, o stabilizzano la loro precarietà in forme di disoccupazione e sotto-occupazione devastanti, sia per chi ha conquistato un titolo di studio, sia per chi ne è rimasto privo. Alla maggior parte di loro viene di fatto negato un fondamentale diritto di cittadinanza, premessa e condizione degli altri: il diritto all’istruzione.

Le emergenze della scuola siciliana accomunano nello stesso disagio studenti e lavoratori della scuola, escludendo gli uni da una vera fruizione del diritto allo studio e privando gli altri della dignità di un lavoro stabile, esercitato in autonomia e libertà come la Costituzione, le leggi e i contratti prevedono.

 

In mancanza di certezze e prospettive la famiglia, che apparentemente risulta essere il cardine della politica scolastica di questo governo, viene messa fortemente in crisi, sia per chi ne ha già costituita una e non vede garantito studio e lavoro per i figli, sia per chi non viene messo in condizioni economiche e sociali per costruirla

Dietro la nostra richiesta di immettere in ruolo gli attuali 150.000 precari, docenti e ATA, di cui 20000 nella scuola siciliana, sta dunque una profonda ragione di ordine sociale ed etico, oltre che il rispetto e l’esigibilità di un diritto.

In questo quadro, l’abrogazione della legge 30, per le specificità siciliane, diventa una priorità del nostro sindacato.

 

Il comune denominatore che emerge dall’analisi fatta nei territori, è rappresentato da un forte impoverimento dell’offerta formativa  e da una riduzione dei diritti soprattutto per  gli alunni diversamente abili.

 

Non si garantiscono gli insegnamenti curriculari negli istituti professionali; non si aprono i laboratori per mancanza di assistenti tecnici; si formano prime classi nelle scuole secondarie di secondo grado con un numero superiore a quello previsto dalle norme vigenti, accentuando il fenomeno della dispersione scolastica; si riduce di 2/3 l’organico dei docenti impegnati sul progetto dispersione scolastica, azzerando 20 anni di duro lavoro di contrasto e di investimenti sia finanziari, sia sociali e professionali; tende a scomparire l’insegnamento dello strumento musicale nel secondo grado e se ne riduce l’offerta nel primo grado; non si attivano parecchi corsi nei centri EDA per mancanza di collaboratori scolastici; non sono garantite per l’insufficienza del personale le pulizie dei locali e persino l’apertura dei plessi; scompare quasi interamente l’organico funzionale nella scuola di base, manca una adeguata attenzione agli alunni diversamente abili la cui situazione di svantaggio è aggravata  dalla insufficiente attribuzione dei docenti di sostegno, nonostante le certificazioni prodotte dagli organi competenti; non si riducono le liste di attesa nella scuola dell’infanzia escludendo più di 5000 bambini dalla possibilità di accedervi, ma nel contempo si annunciano irrealizzabili anticipi  per i bambini di due anni e mezzo.

 

Si mantiene un’ edilizia scolastica priva di sicurezza per il 70% degli edifici e ancora condizionata dal fenomeno degli affitti, con interventi da parte degli EELL inferiori alla già ridottissima percentuale nazionale che si attesta intorno al 15% del totale degli investimenti effettuati nell’ultimo triennio. In assenza di finanziamenti si risolve il problema spostando di un anno, 31 dicembre 2005, il termine entro il quale dovranno essere completati gli interventi di messa in sicurezza previsti dalla legge n.23 del 1996.

Nella Regione Sicilia non sono stati ancora utilizzati i fondi stanziati per l’edilizia scolastica relativamente all’anno 2004.

Nonostante una delibera della giunta regionale avesse infatti stornato per l’edilizia scolastica 50 milioni di euro dai fondi Gescal, tale stanziamento è stato ulteriormente ridotto, con nuova delibera, a 30 milioni, ma  di tale ultimo importo, a tutt’oggi, nessun euro è stato speso.

Nella finanziaria regionale del 2005 nessuno stanziamento è previsto per l’edilizia scolastica che continua ad essere per questo  l’emergenza di tutte le emergenze, ci si ricorda di essa solo in coincidenza di gravi fatti di cronaca come l’incidente dell’ Istituto d’Arte di Milazzo.

 

Il mancato rispetto delle norme sugli organici da parte del MIUR e le forzature effettuate per far partire una riforma non condivisa dalla maggior parte degli operatori del mondo della scuola- mai coinvolti nella sua elaborazione, peggiorativa dell’attuale assetto e per di più deficitaria dei dovuti passaggi legislativi e contrattuali- ha ingenerato  nella categoria confusione, disagio e frustrazione.

A tutto questo si aggiunge la chiara percezione della incertezza del diritto, confermata dal caos amministrativo e normativo, dalla frequente illegittimità di molti provvedimenti ministeriali che hanno dato luogo a contenziosi in tutto il territorio nazionale.

 

In Sicilia la FLC CGIL comparto scuola ha posto al centro della sua iniziativa politica l’azione di denuncia e di contrasto per ostacolare l’impoverimento dell’ offerta formativa determinata dal taglio agli organici, dall’applicazione della legge 53/03, dai continui finanziamenti alle scuole private, dalla  precarizzazione del settore, dalla complessiva destrutturazione del sistema.

Questo obiettivo è stato sempre perseguito con determinazione nelle relazioni sindacali con il MIUR-USR Sicilia, nella contrattazione  regionale, nelle vertenze legali, nelle numerose iniziative regionali e territoriali, nella continua denuncia alle Istituzioni e agli organi di informazione dello stato di abbandono della scuola pubblica siciliana.

Pur non avendo esitato ad intraprendere iniziative autonome, come la diffida legale sugli organici indirizzata al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Sicilia e la diffida sui corsi di specializzazione per il sostegno, indirizzata al Rettore dell’Università degli studi di Palermo, costante è stato l’impegno a costruire percorsi unitari confederali e di categoria, all’interno delle azioni messe in campo: dalle proteste contro il buono –scuola, all’intervento agli stati generali per la Sicilia, ai sit-in, alla campagna di assemblee in categoria, agli attivi con le RSU, alle mobilitazioni nei territori.

 

Il lavoro svolto fino ad oggi ci ha consentito di recuperare una parte di organico –(343 posti in organico di fatto) di ridurre il disagio degli alunni handicappati e di frenare gli effetti nefasti della controriforma Moratti, anche attraverso l’azione delle RSU nelle scuole, coordinate e sostenute dalle strutture provinciali e regionali.

 Dobbiamo continuare la nostra iniziativa, anche dopo lo sciopero del 15 novembre, in vista soprattutto della finanziaria, dello sciopero generale del 30 novembre, del confronto sugli organici per l’anno scolastico 2005/06, dell’impegno nel sostenere e arricchire il “Programma per la Conoscenza” presentato dalla FLC Cgil il 19 ottobre u.s. alla “Sapienza” di Roma.

Nell’attuale fase dell’anno scolastico, vanno denunciati all’amministrazione centrale e periferica i guasti che l’organico di fatto non è riuscito ad evitare, perché l’adeguamento non ha certo risolto le emergenze riscontrate nelle province siciliane.

Non possono, peraltro, passare inosservati gli effetti determinati dall’ uso distorto di uno strumento a suo tempo immaginato per adeguare gli eventuali scostamenti tra previsione e realtà. L’organico di adeguamento si è trasformato, negli ultimi anni, nell’occasione per una limitata compensazione della sistematica sottostima degli effettivi fabbisogni di personale delle istituzioni scolastiche.   Si tratta di un modo di procedere che non solo occulta posti di lavoro reali e stabili, ma introduce elementi di inefficienza ed incertezza che colpiscono pesantemente la qualità dell’istruzione ed impediscono un reale sviluppo dell’autonomia scolastica.

Appare pertanto indispensabile aprire da subito un confronto sui temi della determinazione degli organici per l’anno 2005/06 al fine di fare pesare sulle scelte ministeriali le esigenze ed i bisogni della Sicilia, ancor prima dell’altrimenti inevitabile rincorsa alle deroghe; ciò anche alla luce di una diffusa richiesta di ampliamento del tempo scuola emersa nella stessa prima fase di applicazione della legge 53/03.

 

Per tutelare il personale della scuola in presenza di casi in cui i parametri della normativa sugli organici e le garanzie riconosciute ai portatori di handicap non siano stati rispettati, si conferma l’avvertimento, già espresso nella diffida extragiudiziale  sugli organici del 23/06/04, di ricorrere alle competenti autorità giudiziarie in presenza di casi sussistenti.

 

Quanto è emerso sullo stato di criticità della scuola siciliana, risulta essere solo la punta dell’iceberg e tuttavia, da parte del ministro Moratti, si continuano a rilasciare dichiarazioni rassicuranti, come l’ultima in ordine di tempo del 3 novembre che ci consegna una scuola in cui gli insegnanti di sostegno e i posti aumentano, la dispersione diminuisce, il numero degli alunni cresce: la migliore delle scuole possibili del ministro Moratti, purtroppo non è la nostra scuola.

E’ indispensabile per questo rilanciare la lotta, crediamo, infatti, che una scuola migliore è possibile e va conquistata per i nostri studenti che già da oggi, e ancor più in futuro, dovranno muoversi, studiare, lavorare in uno spazio europeo costruito su valori, culture, diritti comuni.

Per la FLC CGIL l’impegno e la sfida in questa direzione saranno sempre più forti e lo documenta il lavoro svolto dal coordinamento europeo dei sindacati dell’università e dalla ricerca, affiliati all’internazionale dell’Educazione.

 

Il Comitato Direttivo comparto scuola della FLC Sicilia ritiene, pertanto, indispensabile:

·        la richiesta di un incontro con la Direzione Regionale, al fine di approntare con urgenza gli interventi che nell’immediato e in prospettiva possano migliorare  lo stato della scuola siciliana ormai al collasso;

·        la richiesta alla Direzione Regionale di promuovere:

1)       una conferenza di servizio sull’handicap che affronti le criticità dell’offerta formativa in questo versante e predisponga gli interventi per risolverle;

2)       una conferenza di servizio sull’applicazione della legge 53/2003 in Sicilia;

·        l’avvio di incontri con i parlamentari siciliani, con la Regione, gli Enti Locali e le loro rappresentanze (ANCI e UPI ), per promuovere interventi comuni e convergenti;

·        la richiesta di un monitoraggio aggiornato sullo stato dell’edilizia scolastica;

·        la richiesta di un monitoraggio sul funzionamento e più specificatamente sullo stato delle scuole paritarie e private;

·        la definizione di una piattaforma unitaria rivendicativa da portare nelle scuole e nelle iniziative territoriali, al fine di costruire un vasto movimento confederale che, coinvolgendo sempre più studenti, genitori, movimenti, metta in atto una mobilitazione regionale capace di riportare l’attenzione politica sui problemi della scuola siciliana rilanciandone la centralità.

 

La FLC CGIL Sicilia comparto scuola, condivide e sostiene le motivazioni della richiesta della CGIL Sicilia di dimissioni del presidente Cuffaro e le rafforza alla luce di un’esigenza specifica del mondo della scuola. Proprio nella scuola, infatti, si rischia di vanificare il lavoro che quotidianamente i docenti svolgono nella direzione della costruzione di valori di legalità e coscienza civile. Alle giovani generazioni va inviato un messaggio inequivocabile e positivo di rispetto dei principi di legalità e trasparenza dei comportamenti, a partire da coloro che governano

Le dimissioni del presidente della Regione andrebbero in questa direzione.

 

Palermo 12 novembre ’04