Diritti dei lavoratori impegnati nelle operazioni elettorali
I giorni dedicati alle operazioni elettorali sono considerati a tutti gli
effetti giorni di attività lavorativa (art. 119 del T.U. 361/57, modificato dalla
legge 53/90), con il conseguente obbligo per il datore di lavoro di consentire
l'assenza e di retribuirla. Il diritto alle assenze retribuite ed ai riposi
compensativi compete anche ai rappresentanti di lista (legge n. 53 del 1990).
Essendo l'attività prestata presso i seggi equiparata (2° comma art. 119 L.
361/57) ad attività lavorativa, non è consentito richiedere prestazioni
lavorative nei giorni coincidenti con le operazioni elettorali, anche se
eventuali obblighi di servizio fossero collocati in orario diverso da quello di
impegno ai seggi.
Per quanto riguarda i riposi compensativi si ricorda l’orientamento della Corte
Costituzionale, secondo cui il lavoratore ha diritto al recupero delle giornate
festive (la domenica), o non lavorative (il sabato, nel caso di settimana corta
e cioè di intero orario settimanale prestato dal lunedì al venerdì), destinate
alle operazioni elettorali, nel “periodo immediatamente successivo ad esse”.
In altri termini i lavoratori interessati avranno diritto a restare a casa
retribuiti nei due giorni successivi alle operazioni elettorali (se il sabato è
non lavorativo), o nel giorno successivo (se il sabato è lavorativo) in forza
della "voluta parificazione legislativa tra attività al seggio e
prestazione lavorativa, rispetto al quale la garanzia del riposo è precetto
costituzionale" (così Corte Cost. n. 452 del 1991).
Nei casi in cui le operazioni di scrutinio si protraessero oltre la mezzanotte
del lunedì (nel caso di sole elezioni regionali), si dovrà considerare il martedì
come giorno dedicato alle operazioni elettorali e pertanto le giornate di
diritto al riposo dovrebbero essere il mercoledì ed eventualmente il giovedì.
Comunque in caso di mancato godimento dei riposi compensativi non potrà essere
negato ai lavoratori occupati nei seggi il pagamento delle quote di
retribuzione dovute (Legge n. 69/1992).
Qualora l'amministrazione si dovesse rifiutare di concedere l'immediata
fruizione delle giornate di cui sopra per particolari esigenze di servizio, è
opportuno non assentarsi, ma rivendicarne il godimento (ovvero il pagamento)
successivamente e comunque non oltre il corrente anno scolastico.