Per la Moratti gli Ata  non servono

Avete notato che tutte le volte che la nostra Ministra parla della sua riforma non parla mai degli Ata?  Né in termini di riqualificazione o ridefinizione delle mansioni né in termini di organici? Eppure le devastazioni della legge Moratti riguarderanno anche il personale Ata.

Oggi abbiamo mediamente un Ata ogni tre docenti. Se la riduzione del tempo scuola in tutti i gradi di scuola,  la variabilità delle ore facoltative, la riduzione di un’annualità nel tecnico-professionali ridurrà gli organici dei docenti nella stessa percentuale verranno ridotti i posti ata.  A questo si aggiungerà  il passaggio dei tecnico-professionali alle regioni, dove il rapporto docenti-ata sarà ancora più informale. Insomma, se il ministero,per sua stessa ammissione, conta di mantenere alle sue dipendenze (devolution permettendo) non più di 500.000 insegnanti contro gli attuali 800.000, proporzionalmente il personale ata che ora ammonta a  circa 250.000 addetti sarà ridotto a  non più di 150.000.

Circa 100.000 Ata in meno, guarda caso proprio il numero dei precari che il Ministero non si decide a mettere in ruolo.

Infatti questo processo di riduzione è già iniziato con l’esiguità delle immissioni in ruolo, fatte dopo tre anni di blocco, con la perdita di organico in tutte le scuole dove la riforma ha già da quest’anno portato a sopprimere il tempo prolungato e il tempo pieno, e con la riduzione provocata di iscrizioni nell’istruzione tecnica  e professionale a favore della formazione professionale regionale che non ha gli Ata e dei licei  che hanno meno ore, meno laboratori e  parametri più bassi

Il risultato è che a fronte di meno organici e meno risorse il lavoro è aumentato per tutti!

Da quest’anno i collaboratori scolastici in servizio presso la scuola del ciclo primario dovranno fronteggiare un maggiore carico di lavoro per garantire l'accoglienza e l'assistenza agli alunni anticipatari e senza che comuni possano intervenire a supporto a causa dei tagli che hanno colpito anche loro. Le stesse risorse per la formazione sono state quasi tutte dirottate per attività legate alla Legge Moratti dalle quali è escluso il personale Ata.

Insomma la nostra Ministra non parla mai degli Ata perché nella sua scuola gli Ata non non ci sono. E non ci sono perché secondo lei non servono!