Una finanziaria falsa
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Il
giudizio della Cgil sulla manovra finanziaria presentata dal Governo è quello
di una “finanziaria falsa”. Gli stanziamenti per i rinnovi contrattuali sono
assolutamente insufficienti. A fronte delle richieste di recupero
dell’inflazione dell’8% del sindacato sono previsti aumenti del 3,73%. Gli
incrementi di queste risorse sono possibili ma soltanto se la spesa pubblica
sarà contenuta nel 2%. Cioè invece che aumentare le risorse dovrebbero essere
ridotte rispetto alle necessità di recupero. L’annuncio che la scuola non
avrebbe subito i tagli di organico e di risorse è un grossa bugia. I
finanziamenti previsti nella tabella C) e quelli assegnati ai centri di spesa
sono stati ridotti proporzionalmente. Anche
il cosiddetto mantenimento degli organici nella scuola è un bidone. La
riduzione degli organici programmata con la L. 53 e con le norme precedenti
peserà con un taglio di circa 35.000 docenti e di 9.600 collaboratori
scolastici e le altre migliaia di posti di amministrativi e tecnici ridotti
nelle regionalmente. I posti degli insegnanti elementari saranno ridotto di
6500 unità per le norme restrittive sull’insegnamento della lingua straniera
derivate dalla L. 53. Delle 145.000 assunzioni in ruolo in applicazione della
L. 143/04 non c’è più traccia. Il faraonico piano pluriennale si è ridotto in
briciole. Degli 8.320 milioni di euro previsti siamo solo a 200 milioni
compreso il 2004. Tra 100 anni avremo acquisito forse le risorse annunciate.
La conferma di 375 milioni di euro nei servizi scolastici è finalizzata
all’espansione degli appalti di pulizia nelle scuole. Scelta dannosa per le
scuole che aumenta il precariato invece di utilizzare questi soldi per
assumere tutti i precari ATA e i lavoratori ex LSU. Trentamila sedi
scolastiche stanno aspettando invano le risorse per essere risanate e
riportate a norma di sicurezza entro il 31 Dicembre. Sembrano chiare le
scelte prioritarie del governo per la scuola pubblica: un oculato progetto
per una progressiva disgregazione del sistema e per il suo dissolvimento. |